Lotrèk
15 Febbraio 2018

Lettera a un'amante che si è venduta


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Filippo 
Tempo
di lettura
3'

Ti sei venduta nel corpo e nell'anima, stai sputando sulla tua bellezza e non ho ancora capito se te ne stai rendendo conto... Oppure no.

Non è per niente facile mettersi a nudo. Non è facile perché di questi giorni fa freddo e i pensieri altrui sono taglienti, affilati, seghettati e fanno male. Fanno male anche se siamo abituati a farci tagliare, non c'è soluzione: se ti metti a nudo c'è una buona probabilità di sentire male. Per quanto mi riguarda il mio più grande dolore sarebbe quello di non riuscire a dire quello che provo, quello che ho provato e quello che, purtroppo in modo inevitabile, continuerò a provare... Per te. Per te, dannata amante che non ho mai avuto.

Sei bellissima, ne sei consapevole. Occhi color nocciola, capelli lunghi castani che scivolano sui tuoi fianchi, sfiorano le tue forme, come i polpastrelli di un esperto amante sulla fresca fanciulla, raccontano di una purezza che rimane presunta. Sei una principessa dal portamento di una Dea, i tuoi occhi raccontano di storie che non è possibile trovare in nessuna biblioteca e la tua bocca, quelle labbra, fanno balenare nella mia mente immagini di scandali, di orgasmi, di gemiti e di piacere così profondo, che non so se sarei in grado di sentirlo su di me. Ad ogni passo che fai, le tue lunghe lisce gambe, che sembrano rivestite di morbidissima seta, raccontano storie, urli pensieri ed emani un calore così intenso, così avvolgente, così delicato e gentile, che rischio di piangere al solo pensiero. Sembri una Dea vergine, in realtà sei solo una grandissima troia.

Hai sempre avuto tutto, da sempre. Non si sa per quale motivo, non si sa per quale scelta, ma avevi tutto. Ti sei circondata dei migliori, come quella cortigiana che non si da a tutti. Sei stata chiamata nelle migliori università del mondo a raccontare la tua intelligenza, sei stata scelta dalle migliori aziende per insegnare loro a usare le idee. Non eri la più ricca, non eri la più esperta ma sei sempre stata un gioiello di raro talento e di incalcolabile prezzo. A proposito di prezzi, ora che sei una troia, quanto vuoi? Quanto vale la tue fica? Quanto costa fotterti forte? Fammelo sapere, amore mio, così che lo possa dire a tutti i miei contatti di WhatsApp, agli amici che ho negli USA, a quelli che ho in Spagna e a Berlino. Lo vorrebbero sapere tutti: quanto costa fotterti?

Quando hai iniziato a smettere di guardarti allo specchio? Quando hai iniziato ad abbassare quel viso pulito, profondo, elfico, che parla di gentilezza e di luce perpetua? Il trucco pesante, i vestiti pesanti e lisi, le lacrime secche che solcano quella pelle che un tempo era seta. Non hai più di che piangere, ti sei circondata di papponi, cornuti e lacchè. Per cosa? Non sopportavi più la responsabilità? Volevi far pensare tutto agli altri e vivere la tua vita in uno stato larvale, totalmente annichilita dalle tue marce paure. Io ti amo, ti ho sempre amato. Ma tu hai smesso di darmene motivo. Stai provando con tutta te stessa a spegnere questo mio amore, che per quanto possa essere grande, rimane pur sempre l'amore di un semplice uomo. Non ho mai chiesto di essere corrisposto, non sarei in grado di soddisfarti, non sono alla tua altezza. Però non chiedermi di fotterti, di trattarti come quella troia che sei diventata. Come quella che si è venduta, non solo nel corpo, ma anche nell'anima. Cosa ti è successo amore mio? Cosa stai diventando?

E arrivano donne che ti sfruttano per vendere meglio se stesse, e arrivano uomini che ti scopano per due spiccioli per poi rivenderti agli amici al doppio, e arrivano vecchi che un tempo innamorati di te, si rendono conto di essere stati innamorati solo di se stessi, e arrivano i giovani, che vorrebbero scoparti, leccarti, toccarti e lasciarti per qualche tempo e poi magari tornare per riprendere da dove ti hanno lasciata, sputandoti in viso e chiedendo la tua fica, senza carezze, senza pensieri, senza lacrime. Io lo so che ti amo, non ho bisogno di un amico asfissiato dal mio incedere, per avere questa risposta. Lo sento e a me basta questo. Non ho bisogno di usare la tua faccia come un macabro trofeo da esporre sulla mia auto, nel mio portafoglio, nei miei profili social. Il nostro amore, e di questo ne sono certo, è come un amore vero, di quello che non ha bisogno di uno status su Facebook, non ha bisogno di essere proclamato al mondo perché è il valore di questo amore così forte e così intenso a rendere tutto così fottutamente vero. Dannazione! Sto male perché ti amo non perché non posso fare l'amore con te.

Il mio destino sarà sempre quello di amarti e di piangere per te. Io che ho ancora qualche lacrima da versare...

Cosa sei diventata, Italia mia.



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Tutto iniziò per caso, quasi per gioco, forse per amore. A 16 anni lessi quel 26.900 Lire di Beidbeger, a 20 capii che non sarei riuscito a fare il pubblicitario. A 27 mi sono incazzato e ho fondato Lotrèk e ho capito che non si capisce mai niente di niente. Al massimo si intuisce. Lavoro affinché tutti siano migliori di me continuando ad avere sempre bisogno di me. Aspettavo l'utopia, inutilmente, mi sono alzato dal letto e me la sto costruendo, non disturbatemi, grazie (a meno che non tu sia il fantasma di Beckett, in quel caso offro da bere).

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