10 Luglio 2017

Perché scrivere il CV anche se non stai cercando lavoro


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Selvaggia 
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7'

Scrivere il CV è una spada di Damocle, ma c'è dell'utilità dietro tutta quell'ansia! Giusto una manciata di spunti, anche per chi non è in cerca di lavoro.

Qualche tempo fa sono stata coinvolta in un progetto di Alternanza Scuola Lavoro con il mio vecchio liceo.

Tralasciando lo sconvolgimento emotivo all'idea di trovarmi, 10 anni esatti dopo, dall'altra parte della cattedra in quelle stesse aule che mi hanno vista passare da timida preadolescente a insoddisfatta adolescente, per partecipare al bando mi hanno chiesto di inviare, tra le altre cose, anche un Curriculum Vitae.

Lavoro a Lotrèk dal 2013 e in questi quattro anni non ho mai pensato di cercare lavoro altrove, perciò il mio ultimo CV utile era datato proprio Febbraio 2013. E credetemi, non c'era granché al suo interno. 

Come mi capita sempre di fronte ai quei compiti che mi mettono in difficoltà, mi sono disperata con le mani nei capelli per un po' e poi sono partita, e ne ho ricavato qualcosa di utile.


Scrivere il CV è un esercizio fondamentale

La verità è che siamo abituati a pensare il CV come a uno strumento funzionale solo alla ricerca di lavoro: una volta raggiunto l'agognato impiego lo lasciamo nel doppiofondo segreto del computer sperando di non doverlo aggiornare mai più. 

Si tratta invece di un esercizio fondamentale da fare con una certa regolarità e per più di un motivo.


Perché scrivere il CV è utile a priori e qualche suggerimento

Durante questi ultimi anni di esperienza lavorativa ho avuto modo di fare numerosi colloqui e qualche volta anche di trovarmi dall'altra parte della barricata. Questo non mi innalza certo a livello di guru dell'HR, ma ci sono un paio di cose che posso dire di aver imparato e che mi avrebbe fatto comodo sapere in passato.

Del resto, un'amica un po' più grande che negli ultimi 15 anni ha lavorato dappertutto in Europa mi raccontava proprio che una delle abilità che ha acquisito è quella di raccontare in maniera convincente e coinvolgente la propria persona e le proprie professionalità, di identificare e promuovere i propri punti di forza, di saper parlare del proprio lavoro e dei propri traguardi; mi faceva notare come fuori dall'Italia siano molto più abituati a fare tutta quella serie di ragionamenti che portano alla redazione di un buon CV, e mi trovo piuttosto d'accordo.
Non mi addentro nei perché per evitare di ingarbugliarmi nei meandri del dibattito su quella formazione scolastica che non s'è ancora capito se deve essere lontana o vicina al mondo del lavoro... 

Torniamo a noi, abbiamo ancora da scrivere un CV. ;)

Perciò...


1. Avete mai provato a chiedervi cosa siete bravi a fare? È molto probabile che non lo abbiate mai fatto e, in caso contrario, che non siate riusciti a rispondervi. Neppure io lo avevo mai fatto fino a quando non sono incappata in questo esercizio di Business Insider per identificare le proprie skill. È normale, si legge, che in quanto esseri umani non cogliamo quali siano le nostre abilità specifiche, perché non le vediamo come tali ma semplicemente come cose che facciamo, ma proprio perché è difficile è un esercizio da fare. Conoscere i vostri punti di forza è di vitale importanza per metterli meglio in luce, per capire se il vostro profilo è in linea con quanto richiesto e anche se quello che avete fatto finora è stato effettivamente attinente alle vostre capacità.


2. Non c'è migliore partenza, quando si scrive un curriculum, di una buona dose di liste. Con il loro quasi magico potere, ordinare, raggruppare ed elencare i contenuti aiuta ad avere una visione d'insieme di cosa abbiamo fatto, cosa stiamo facendo e anche di dove stiamo andando, facendo il punto con noi stessi e con i nostri traguardi.


3. Un curriculum è un riassunto, una selezione degli elementi salienti che hanno caratterizzato il proprio percorso lavorativo, e come tale è tanto migliore quanto più siamo abili a scegliere cosa inserire. Esercitare la propria capacità di sintesi è dunque imprescindibile, ma bisogna usare anche una buona dose di empatia e intelligenza per capire quali informazioni tralasciare e a quali invece dare risalto in base all'obiettivo che vogliamo raggiungere.


4. Quello che dicono tutti gli esaminatori è che, molto banalmente, la cosa più stupida che potete fare è mentire su quello che sapete o non sapete fare, pompando le vostre capacità: magari otterrete un colloquio, ma volete mettere l'imbarazzo di venire smascherati sul momento? Che siate più o meno abili ad arrampicarvi sugli specchi, la verità viene fuori. Quindi, ottimo il sapersi vendere con intelligenza e un pizzico di furbizia, ma non dite cazzate.


5. Un CV personalizzato è un CV che sarà sicuramente tenuto in maggiore considerazione da chi si occupa della selezione delle risorse umane: potrebbe persino essere letto! È sbagliato pensare che la personalizzazione passi necessariamente dalla veste grafica, che non tutti sanno fare (e non tutti sono tenuti a saper fare!), può invece riguardare anche la rielaborazione originale delle informazioni, sempre con lo scopo di far risaltare al meglio le proprie capacità. Poi, se vi candidate per una qualche posizione creativa, avere un occhio di riguardo anche per la composizione, la grafica e il design certo non guasta, ma che ve lo dico a fare? ;)


6. Il CV è solo uno dei pianeti del sistema che ruota intorno a quella stella che possiamo chiamare "Io". Nel CV è buona prassi indicare almeno un social network di riferimento: il più accreditato è ancora LinkedIn, anche se ormai c'è chi usa Facebook allo stesso modo di una vetrina professionale per creare un network interessante di contatti (dato che è il social più popolato). A ogni modo, nell'universo della rete, dovete essere sicuri che il vostro piccolo sistema sia coerente e professionale; la parola chiave è personal branding, avere cura della vostra immagine sulla rete affinché sia il più simile possibile a come volete che sia: ormai esistono tutti gli strumenti necessari per avere il (quasi) pieno controllo su cosa vogliamo che sia visto da tutti indiscriminatamente e su ciò che invece è bene condividere con una cerchia ristretta di amici, e inoltre la creazione di una rete sociale interessante permette di entrare in un circolo virtuoso di aggiornamento professionale e scambio di idee preziosissimo per il proprio lavoro.
P.S. Non pensate di scamparla non indicando nessun social nel curriculum: la prima cosa che viene fatta è la ricerca del vostro nome su Google: avete mai provato a controllare cosa viene fuori?


7. Per una candidatura, il CV da solo non basta: avete mai sentito parlare di cover letter? La lettera di presentazione non è un orpello d'un tempo che fu, è la prima opportunità che avete per impressionare l'interlocutore e convincerlo a passare allo step successivo. Quando pensate di rispondere alla domanda "perché dovresti scegliere me?", ecco che trovate l'ispirazione per la vostra cover letter, contenente tutte le motivazioni che vi hanno spinto alla candidatura e che vi rendono perfetto per la posizione che andreste a ricoprire. Anche questa sembra una banalità, ma si tratta di piccoli accorgimenti che fanno veramente la differenza.


8. Non esiste un CV perfetto. Scordatevi di compilarne uno universale che vada bene per sempre. Il CV è made to measure: dovrà essere aggiornato, sistemato, limato, adattato ogni singola volta che vi candiderete per una qualche posizione.


9. In conclusione, che il vostro obiettivo sia fare il punto con voi stessi o ottenere quel lavoro che vi piace tanto, la redazione di un curriculum è un preziosissimo quanto difficile momento di autoanalisi e presa di coscienza. Più bravi siete a analizzarvi, più bravi sarete a valorizzarvi.


I numeri pari mi stanno antipatici, quindi mi fermerò al numero 9.

Dopo tutte queste belle parole che non è affatto facile mettere in pratica, com'è andata a finire con il mio, di curriculum?
Dopo 3 giorni passati fra InDesign, scarabocchi vari e training autogeno, c'ho preso gusto e ne sono soddisfacentemente uscita con un one page CV. Ma! Ma! Ma! A consegna avvenuta, la mia referente si è ricordata di avvisarmi che il CV era da compilare solo ed esclusivamente in formato europeo: per chi non lo sapesse, questa roba qua.

Amarezza e disagio. Confido ancora che un giorno la Pubblica Amministrazione smetterà di ostinarsi a vivere 10 anni indietro rispetto al mondo circostante ma per il momento mi sono dovuta piegare al braccio violento della Legge. ;)


Vi lascio con i risultati delle mie fatiche, i due CV a confronto: le informazioni al loro interno sono le stesse, non sembrerebbe eh?
■ Selvaggia Mannelli - CV.pdf
Selvaggia Mannelli - CV formato europeo.pdf



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Cresciuta con una mano sulla tastiera e l'altra a spulciare il dizionario di greco antico, ho trasformato queste mie due anime in un punto di forza fondamentale per la mia vita e il mio lavoro.
Ai buffet sono quella che vedrete assaggiare ogni singolo differente tipo di cibo per sperimentare tutti i sapori; nel presente faccio la Project Manager, proprio perché attingo da tanti ambiti diversi e riesco così a avere una buona visione a 360° del lavoro da fare.
In realtà adoro progettare attorno a un obiettivo, che sia un sito web o una stanza da arredare.

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