Lotrèk
08 Giugno 2018

Dark Polo Gang e BUFU: la trap entra nel vocabolario.


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Federico 
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Se da oggi cercherete BUFU sul vocabolario Treccani, questa parola verrà associata alla band romana dei DPG (Dark Polo Gang).

L’ennesima prova che la trap oltre a muovere masse di persone ai concerti e pubblico sui Social Network sta lentamente permeando all’interno della cultura italiana, fino ad arrivare a toccare il vocabolario.

BUFU? Cosa significa?

Se da oggi cercherete BUFU sul vocabolario Treccani, questa parola verrà associata alla band romana dei DPG (Dark Polo Gang).

La parola BUFU deriva dallo slang americano e ha principalmente due significati: By Us Fuck U (per quanto ci riguarda, ‘fanculo) e BUtt FUcker (che non descriverò in quanto troppo scurrile). I nostri amici della Dark Polo Gang hanno però attribuito a questa sigla un senso totalmente diverso, ovvero la usano per appellare qualcuno come “ridicolo” e/o “stronzo”.

Chi sono i Dark Polo Gang?

I DPG sono quattro ragazzi Arturo Bruni, Nicolò Rapisarda, Dylan Thomas Cerulli e Umberto Violo. Sono amici d’infanzia e sono cresciuti nei quartieri benestanti di Roma. Ma il punto importante è: cosa li ha resi famosi? Cercherò di rispondere brevemente.

Etichetta indipendente, marcata autoironia e critica al rap moderno, questi sono gli ingredienti che hanno portato al successo questo gruppo di giovani nato nel 2014.

La trap dei DPG.

La trap è un sottogenere musicale dell’hip-pop in quanto ne riprende in parte le sonorità, come il ritmo tipico delle drum machine e in parte riprende sonorità della dubstep come kick pesanti e bassi molto distorti.

Nei loro testi i Dark Polo Gang criticano il Rap moderno, in quanto all’inizio aveva un’impronta indipendente e ribelle, per distiguersi dalla massa; oggi sembra essere diventato parte integrante del Pop e della musica commerciale, perdendo completamente il senso iniziale del movimento musicale.

Per tirare le somme.

Come sappiamo la lingua è un fiume in continua evoluzione, ogni minima moda, modo di dire o influenza culturale può deviare il corso di questo fiume e farlo sfociare in una parola nuova o in un uso differente di un determinato vocabolo. Chiunque abbia fatto parte di un gruppo affiatato, come una squadra, compagni di scuola, amici d’infanzia o colleghi di lavoro, avrà notato sicuramente che all’interno di un gruppo si crea una subcultura dove modi di dire e parole nuove sono all’ordine del giorno.

Questo è un po’ quello che la Trap sta facendo all’Italia, nel momento in cui queste parole nuove e questi modi di dire si trasmettono ad un numero non indifferente di persone, non si parla più di parole inventate ma di parole nuove.



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La mia persona è come il mio comodino: quando va bene ci sono 4-5 libri in ordine sparso con nessuna relazione gli uni con gli altri, né di genere, né di lingua, né di autore. Sono il riflesso dei personaggi che creo nei videogiochi. Cerco sempre di creare un omino che sappia fare un po' di tutto, perché non sai mai di cosa potresti aver bisogno durante la tua avventura. Sono una persona determinata e curiosa. Solitamente mi faccio trascinare dagli amici in qualche attività che non avrei mai fatto da solo, poi me ne appassiono e la porto in fondo anche quando gli altri mollano o non ne hanno più voglia.

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