Lotrèk
11 June 2020

Creare un layout di un sito web con le griglie tipografiche: un approccio dal basso


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Salvo 
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Stanchi delle solite griglie di bootstrap? Volete che il vostro contenuto risplenda? Provate questo approccio al layout dei siti web e poi veniteci a ringraziare

Oliver Reichstein ha detto (più o meno) che il 95% dell’esperienza che abbiamo con il web è determinato dalla tipografia. Ed è vero: il web è fatto di parole scritte. Titolo, paragrafi, didascalie sono il formato in cui sono confezionate le informazioni. Se la confezione non è pensata con criterio, le informazioni saranno difficili da utilizzare.

Citazione di Olivier Reichstein
La credevate morta la tipografia? E invece no, è più importante di prima!

Molte delle regole tipografiche oggi utilizzate derivano dall’epoca in cui la stampa era un’arte riservata ai tipografi. Gente che imparava il mestiere a bottega, dopo anni di gavetta. Quelle regole però erano nate in un ecosistema del tutto diverso da quello odierno. Il passaggio all’ecosistema digitale è stato causato da un salto tecnologico tale che quelle regole non valgono più e pertanto devono essere ripensate.

Tra le regole che sono state rese obsolete dall’avanzare della tecnologia c’è il modo in cui costruiamo le griglie tipografiche. La diffusione del web mobile ha messo in primo piano la necessità di creare siti responsive. L’approccio tradizionale si concilia male con questa necessità e, pertanto, deve essere ripensato se vogliamo che i lettori dei nostri siti web ci leggano con piacere. 

L’approccio classico al layout

Le griglie tipografiche sono dei dispositivi per organizzare il testo di una pagina. Ci permettono di definire cose come l’altezza della riga, la sua lunghezza, la distanza tra i paragrafi. In definitiva la griglia tipografica è ciò che dà forma al testo e che fa la differenza tra un testo leggibile facilmente e uno leggibile difficilmente. Fino a qualche decennio fa tutte queste operazioni erano fatte a mano. Oggi abbiamo i tool di web design come Figma che ci permettono di progettare i siti.

Comunque, Figma o non Figma, il metodo tradizionale prevede una serie di passaggi. Fondamentalmente si parte da una griglia, in genere basata su un framework tipo Bootstrap che definisce le varie grandezze di schermo (i vari breakpoint) e il numero di colonne per ogni breakpoint. Si tratta di un approccio per così dire grid-first in cui prima si crea la griglia e poi le si adatta il contenuto.

Questo tipo di organizzazione del layout è meglio di niente, perché permette di definire un ritmo orizzontale e verticale predefinito e quindi offre coerenza e semplicità di applicazione  senza tanti sforzi.

C’è però un problema. Questo metodo funziona mediamente bene su tutti i dispositivi. Il punto è che funziona troppo mediamente bene cioè fa tutto benino ma non fa niente bene. Un designer coscienzioso non può seguire questa via, anche perché rischia di violar il primo principio di Bringhurst (sempre sia lodato!) per il quale la tipografia esiste per onorare il contenuto.

Robert Bringhurst, Typography
Così parlò Robert Bringhurst (e ha ragione da vendere)

Se voglio creare una griglia tipografica che serva davvero il contenuto è quindi meglio partire prima dal contenuto, da cose come il corpo del testo, la lunghezza dei titolo, per poi decidere la griglia, le colonne e i breakpoint. Come? Con un nuovo approccio che parte dal testo per costruire la griglia.

L’approccio bottom-up: layout dei siti web a partire dal contenuto

Si tratta di un approccio che potremmo definire bottom-up. Anziché partire dalla griglia tipografica per poi definire gli altri elementi, si inizia definendo la scala del carattere tipografico per definire il resto della griglia. Questo approccio permette di adattare il contenuto ai vari schermi, perché permette di ragionare per unità tipografiche minime, che possono essere adattate in maniera molto più flessibile.

Il ruolo fondamentale di una griglia tipografica è quello di dare un corretto ritmo verticale alla pagina. Qui corretto significa piacevole: un ritmo che non stanchi gli occhi del lettore. Altezza delle linee, numero di parole per linea, distanza tra titoli e paragrafi, gerarchia, tutti questi elementi devono essere armonicamente coordinati per trasmettere al meglio le informazioni.

Nel caso del web, a differenza della stampa, è molto più comodo affidarsi al concetto di line-height (altezza di linea) e poi costruire la griglia a partire da questa ed è esattamente il punto di partenza di questo approccio. L’altezza della linea costituisce in altre parole un punto di riferimento a partire dal quale costruire il resto della griglia tipografica.


Interlinea linea di base
Stampa a sinistra, web a destra. Due concetti differenti, piuttosto e anzichenò


Il line-height sostituisce l’interlinea della stampa tradizionale, ma si comporta in modo diverso: la riga di testo non si appoggia ad una base ma sta nel mezzo di un ideale rettangolo che stabilisce l’altezza della riga.

Questa altezza di riga può quindi essere stabilita in proporzione alla misura del testo. Quindi, per garantire il mantenimento di un ritmo verticale possiamo servirci di 2 elementi:

  • usare grandezze di line-height (se non di font-size) coerenti tra loro, quindi parte di una scala
  • usare per tutti gli altri spazi verticali (margini e padding) che distanziano gli elementi e le sezioni delle grandezze che siano sempre parte di quella stessa scala

In alcuni casi per dare maggior importanza/esclusività a una sezione o elemento di contenuto può essere utile deviare dalla griglia. La sezione così prende più forza distintiva: così come si usa un colore alieno alla palette normale per richiamare l’attenzione su una call to action, ad esempio.

Perché non si può fare più a meno di lavorare così

Questo approccio alla progettazione del layout è sempre più diffuso. Da quando lo abbiamo scoperto non riusciamo più a farne a meno perché ci dà diversi vantaggi:

  1. Possiamo allontanarci dalla griglia di default dei framework ed elaborare qualcosa di originale. In fondo, se i siti web si assomigliano un po’ tutti è perché tutti utilizzano soluzioni preconfezionate. Se arrediamo la casa con mobili IKEA, non dobbiamo stupirci che poi casa nostra abbia quell'aria un po' IKEA simile a tante altre case
  2. Tutti gli elementi del layout faranno riferimento a una scala condivisa di misure in armonia tra di loro. Sia gli elementi che gli spazi saranno in linea con questa scala, che a sua volta è in accordo con il corpo del testo, rendendo l’esperienza di lettura piacevole e rilassante anche su schermo. In pratica, il nirvana del tipografo

Il modo migliore per adottare un approccio del genere è metterlo in pratica. Sul web sono presenti tante risorse che spiegano come fare. Fra queste segnaliamo il blog di Frank Chimero, un designer di base a New York che, in una serie di articoli, spiega nel dettaglio come adottare questo approccio per creare una griglia tipografica. In particolare consigliamo questo articolo, in cui spiega come partire dalla dimensione del testo base e per poi strutturare una completa gerarchia tipografica.

Nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio e spiegheremo come adottare nella pratica questo approccio alla progettazione grafica.

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Dopo il diploma a pieni voti alla Scuola della Vita, ho studiato presso la libera Università della Strada. A dir la verità avrei voluto fare il "disoccupato presso io" anche vivendo con 35 euro al giorno in un hotel 5 stelle di Riccione. Alla fine però ho trovato lavoro "presso se stesso" e sono arrivato da Lotrek, dove mi occupo di pulizia kontatti, fate girare e gomblotto. Da qualche anno vivo a Cittadino del Mondo.

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